cinofiliDal 1989 tra le diverse componenti della Croce Rossa Italiana compaiono anche i Gruppi Cinofili da Soccorso, i quali sono impegnati nel recupero di persone disperse o intrappolate sotto le macerie. L’idea di affidare ai cani determinate attività, sfruttando le loro straordinarie capacità olfattive e l’istinto predato rio che li caratterizza, trova la propria concentrazione nel Dicembre del 1988, quando un fortissimo terremoto colpisce l’Armenia. Migliaia di persone perdono la vita, altrettante rimangono imprigionate sotto le macerie. Si cercano dei cani addestrati per il salvataggio: ed in poco tempo le squadre dei cani da soccorso vengono imbarcate sugli aerei che le porteranno sul luogo della catastrofe. Il binomio uomo-cane, da allora, in questo contesto, ha acquisito sempre più importanza raggiungendo livelli di operatività non indifferenti.          
Il gruppo Unità Cinofile da Salvataggio in Acqua nasce dall'idea di due Volontari del Soccorso nel 1995 dopo la piena del fiume Ticino del Novembre 1994. L'evento fece capire l'importanza di avere in una città come Pavia, attraversata dal fiume Ticino e a pochi chilometri dalla confluenza con il Po, un gruppo che si occupi della sicurezza di tutte le persone coinvolte dall'emergenza: sia gli abitanti delle zone alluvionate che il personale addetto al soccorso. Il cammino da percorrere per raggiungere l’abilitazione ad intervenire in reali situazioni d’emergenza, consiste in un addestramento costante e mirato, attraverso il quale i cani imparano ad utilizzare l’innato senso del fiuto nella ricerca delle persone disperse e l’altrettanto innato senso del riporto per i cani utilizzati per il soccorso in acqua. Durante la giornata d’allenamento, anche la fase di addestramento relativa all’ubbidienza è molto importante e ad essa vengono dedicate parecchie ore. Questo per permettere di instaurare un rapporto particolare con il cane, gestendolo anche a distanza e rassicurandolo con il tono variabile della voce e con l’utilizzo di determinati comandi che con il tempo risultano a lui conosciuti e familiari.        
La ricerca di corpi umani, sepolti da macerie o comunque dispersi, richiede, da parte del cane un lavoro eccezionale, durante il quale tutti i suoi 5 sensi sono all’erta, l’olfatto in particolare. Sono momenti che richiedono la massima concentrazione, durante i quali i cani ascoltano solo la voce del conduttore che li incita a cercare. Operare in acqua e in perfetta collaborazione con l’uomo è nella natura del Terranova, come del Labrador, del Golden Retriver e di tutti i loro amici con simili caratteristiche; tanto che l’addestramento non fa altro che indirizzare l’istinto dell’animale per portarlo a compiere azioni ben precise, come ricondurre a riva un bagnante in difficoltà prendendolo delicatamente per il polso; trainare un canotto in avaria. Ciò che stupisce di più è la precisione e la scrupolosità di questi cani, che compiono operazioni complesse, ignorando magari la confusione, per nuotare sicuri verso la meta. E se devono riportare qualcuno o qualcosa a riva, lo fanno senza mai mollare la presa, finché non toccano terra. Anche se fa un po’ impressione ritrovarsi con il braccio nella bocca di un animale così forte, non vi è alcun rischio di essere feriti dai suoi denti.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 19 Maggio 2010 16:39)