Martedì, 11 Febbraio 2020 16:35

Coronavirus, pronti ad un’eventuale emergenza

Possiamo intervenire in tutta sicurezza. Ma non facciamo allarmismo gratuito
“Prima di tutto non bisogna fare dell’allarmismo sul Coronavirus. Ed in caso di un eventuale e remoto caso sospetto possiamo intervenire in tutta sicurezza”. Sono le parole di Gian Luca Vicini, responsabile della sala operativa provinciale della Croce Rossa di Pavia. “Il servizio del 118 – spiega Vicini – ci ha fornito le norme comportamentali per la gestione della malattia da nuovo Coronavirus. Confermo che siamo preparati e quindi i cittadini non devono preoccuparsi. Ma quello che mi sento di suggerire è di evitare assolutamente allarmismo gratuito”. L’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (Areu) ha fornito un dettagliato elenco di operazioni da mettere in campo difronte ad un caso sospetto. “Una volta identificato – spiega Vicini – secondo una serie di sintomi (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) associati a dei requisiti (per esempio l’arrivo dalla zona di Wuhan nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi) il nostro equipaggio si deve muovere secondo della precise indicazioni. Per esempio, oltre ai normali dispositivi di protezione individuale previsti, deve indossare anche la mascherina, gli occhiali e il camice in TNT. Al termine del servizio deve lavarsi accuratamente le mani”. Anche sul paziente sono previste delle raccomandazioni operative. “Dobbiamo far indossare al paziente la mascherina chirurgica – spiega Vicini – La persona dovrà essere destinata al Pronto Soccorso del Policlinico San Matteo o direttamente al Reparto infettivi del policlinico San Matteo e siamo ovviamente obbligati di avvisare i medici di un caso sospetto in arrivo. Al termine della missione è necessariamente prevista una sanificazione integrale delle attrezzature, dei dispositivi medici utilizzati e di tutte le superfici interne del vano sanitario secondo una rigido protocollo. Infine, proprio per tutelare anche i membri dell’equipaggio, dobbiamo accertarsi che i nominativi del personale siano inseriti nella scheda missione proprio perché dobbiamo tracciare l’intera operazione”. Gian Luca Vicini, basandosi sulle indicazioni fornite da Areu, entra nel merito del quadro clinico e della sua evoluzione in caso di sospetto. “I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie: gli esami radiologici del torace evidenziano lesioni infiltrative bilaterali diffuse. -spiega - Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, similinfluenzale, che una forma più grave di malattia. Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche pre-esistenti, quali ipertensione, e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi”.